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Notizie

VISITATE CAPO DI PONTE E

LA VALLE CAMONICA

Sito UNESCO n.94

per l'Arte Rupestre

VI ASPETTIAMO...

LASCIATEVI AFFASCINARE

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DALL'1 MARZO 2010 AL

31 OTTOBRE 2010

IL PARCO DI SERADINA E

BEDOLINA SARA' APERTO

TUTTI I GIORNI

ESCLUSO IL GIOVEDI'

Dalle 10 alle 17

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12 SETTEMBRE 2010

IL CENTRO A TAVOLA

Tavolata lungo il centro

storico di Capo di Ponte

ore 12.00 pranzo

animazione per bambini

pomeriggio danzante-Bar La Perla

info e iscrizioni:

Centrovalle Bertelli,

Edicola Rivetta,

Alimentari Zanetta,

Frutta Mirella, Hotel Cumilì,

Bar La Perla

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Culturali
Incisioni rupestri

Capo di Ponte, paese dal misterioso ed indiscusso fascino, è conosciuto a livello mondiale per la sua elevata concentrazione di Incisioni Rupestri.

Queste hanno permesso, alla stessa Valle Camonica, nel 1979, di essere riconosciuta dall’UNESCO come Patrimonio Mondiale dell’Umanità, sito n. 94, per l’Arte Rupestre della Valle Camonica, primo in Italia.

Le prime incisioni furono scoperte agli inizi del 1900 dal prof. Gualtiero Laeng ed il loro ritrovamento fu pubblicato, per la prima volta nel 1914, sulla “Guida d’Italia” del Touring Club Italiano.

Su queste ampie superfici rocciose, levigate all’imponente azione dei ghiacciai, gli antichi abitanti della Valle incisero immagini, reali e simboliche, tratte dalla loro vita quotidiana e dal loro mondo spirituale.

In territorio comunale sono presenti 3 Parchi Archeologici relativi alle Incisioni Rupestri, nei quali è possibile visitare le preziose testimonianze lasciateci dagli Antichi Camuni.

 

 
Romanico

Capo di Ponte custodisce nel suo territorio anche due perle del Romanico dell’ XI-XII secolo, edifici sacri il cui splendore e la cui maestosità sono rimasti pressoché inalterati nel tempo:

I due edifici religiosi, localizzati su versanti opposti, dominano e “proteggono” il paese di Capo di Ponte.

 

 

 

Siti Cluniacensi
 
LA FEDERAZIONE DEI SITI CLUNIACENSI
 
L’ordine di Cluny è un ordine benedettino istituito il 2 settembre 909, quando Guglielmo I, duca d'Aquitania, donò la villa di Cluny, nell'omonimo paese della Saône-et-Loire, a Bernone, abate di Baume, per fondarci un monastero di dodici monaci sotto la regola di San Benedetto.
Fu però sotto l'abate Odone che la regola detta cluniacense fu adottata da altri monasteri, che formarono intorno a Cluny un vero e proprio impero monastico di priorati autonomi ma sottomessi al governo comune dell'abate di Cluny. L’ordine si diffuse nell’Europa occidentale nel XI-XII secolo, formando una rete di abbazie, priorati e decanati: l’Ecclesia cluniacenses (la Chiesa Cluniacense).
I “monaci neri”, chiamati così per il loro abito scuro, hanno esercitato un ruolo importante dal punto di vista spirituale, economico, politico, sociale, artistico-culturale: gli insediamenti cluniacensi hanno originato o consolidato centinaia di borghi e città; la loro eredità è immensa: edifici sacri e non, sculture, pitture, codici miniati, musiche, arredi e manufatti, una corposa produzione di sermini e trattati, liturgie…fino alla “festa dei morti”, inventata nel 1049 da Odilone, quinto Abate di Cluny. La riscoperta di tale patrimonio ha condotto un centinaio di siti cluniacensi ad unirsi nella Fédération des sites clunisiens (Federazione dei siti cluniacensi), che recentemente ha ottenuto dal Consiglio d’Europa il diploma di “Grande Itinerario Culturale”.
 
 
L’Itinerario Cluniacense Lombardo
 
In Italia, soltanto in Lombardia, tra il 1068 e il 1107 sorsero un'ottantina di siti cluniacensi, quindi il cluniacesimo italiano è un cluniacesimo lombardo.
Dieci siti lombardi tra cui il Monastero di San Salvatore a Capo di Ponte (BS), stanno ora realizzando l' Itinerario cluniacense lombardo impegnandosi a salvaguardare e far conoscere le testimonianze, i tesori d'arte, e il patrimonio di valori in essi racchiuso.
 
 
 
Gli altri nove siti sono:
  • il Monastero di San Colombano di Arlate a Calco (LC)
  • L’Abbazia di Rodengo Saiano (BS)
  • la Chiesa di Santa Giulia a Cazzago San Martino (BS)
  • il Priorato di San Pietro in Vallate a Cosio Valtellino (SO)
  • il Monastero di San Nicola di Figina a Galbiate (LC)
  • l’Abbazia di San Giacomo a Pontida (BG)
  • il Monastero di san Pietro in Lamosa a Provaglio d’Iseo (BS)
  • l’Abbazia di Polirone a San Benedetto Po (MN)
  • la Basilica di Santa Marria di Calvenzano a Vizzolo Predabissi (MI)
Per saperne di più:
 
 
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