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VISITATE CAPO DI PONTE

E LA VALLE CAMONICA

Sito UNESCO n.94

per l'Arte Rupestre

VI ASPETTIAMO...

LASCIATEVI AFFASCINARE

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PARCO SERADINA-

BEDOLINA

da novembre 2017

a febbraio 2018

Aperto TUTTI I GIORNI

10.00 - 17.00

INGRESSO GRATUITO

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MASSI DI CEMMO

da novembre 2017

a febbraio 2018

Aperti

dal mercoledì'

al sabato

8.30 -16.30

domenica 8.30- 13.30

CHIUSO IL LUNEDI'

E MARTEDI'

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Parco Naquane

da novembre 2017

a febbraio 2018

aperto dal

mercoledì

al sabato 8.30 - 16.30

domenica 8.30 - 13.30

CHIUSO IL LUNEDI'

E MARTEDI'

 

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Mupre MUSEO DELLA

PREISTORIA DELLA

VALLE CAMONICA

da novembre

a febbraio

dal mercoledì

alla domenica

14.00 - 18.00

 

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UFFICIO IAT

/INFOPOINT

DI CAPO DI PONTE

aperto

dal lunedì

al sabato

9.30 - 13.00

14.00 - 16.30

domenica e festivi

9.30 - 12.30

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SERVIZI

IGIENICI

IN LOCALITA'

SANTE:

CHIUSI

DA NOVEMBRE 2017

A MARZO 2018

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CAPO DI PONTE

Monumenti Romanici

SAN SALVATORE

E

PIEVE DI SAN SIRO

CONTATTARE

Pro Loco

Tel. 0364/42080

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SITO CLUNIACENSE

 

Siti Cluniacensi
 
LA FEDERAZIONE DEI SITI CLUNIACENSI
 
L’ordine di Cluny è un ordine benedettino istituito il 2 settembre 909, quando Guglielmo I, duca d'Aquitania, donò la villa di Cluny, nell'omonimo paese della Saône-et-Loire, a Bernone, abate di Baume, per fondarci un monastero di dodici monaci sotto la regola di San Benedetto.
Fu però sotto l'abate Odone che la regola detta cluniacense fu adottata da altri monasteri, che formarono intorno a Cluny un vero e proprio impero monastico di priorati autonomi ma sottomessi al governo comune dell'abate di Cluny. L’ordine si diffuse nell’Europa occidentale nel XI-XII secolo, formando una rete di abbazie, priorati e decanati: l’Ecclesia cluniacenses (la Chiesa Cluniacense).
I “monaci neri”, chiamati così per il loro abito scuro, hanno esercitato un ruolo importante dal punto di vista spirituale, economico, politico, sociale, artistico-culturale: gli insediamenti cluniacensi hanno originato o consolidato centinaia di borghi e città; la loro eredità è immensa: edifici sacri e non, sculture, pitture, codici miniati, musiche, arredi e manufatti, una corposa produzione di sermini e trattati, liturgie…fino alla “festa dei morti”, inventata nel 1049 da Odilone, quinto Abate di Cluny. La riscoperta di tale patrimonio ha condotto un centinaio di siti cluniacensi ad unirsi nella Fédération des sites clunisiens (Federazione dei siti cluniacensi), che recentemente ha ottenuto dal Consiglio d’Europa il diploma di “Grande Itinerario Culturale”.
 
 
L’Itinerario Cluniacense Lombardo
 
In Italia, soltanto in Lombardia, tra il 1068 e il 1107 sorsero un'ottantina di siti cluniacensi, quindi il cluniacesimo italiano è un cluniacesimo lombardo.
Dieci siti lombardi tra cui il Monastero di San Salvatore a Capo di Ponte (BS), stanno ora realizzando l' Itinerario cluniacense lombardo impegnandosi a salvaguardare e far conoscere le testimonianze, i tesori d'arte, e il patrimonio di valori in essi racchiuso.
 
 
 
Gli altri nove siti sono:
  • il Monastero di San Colombano di Arlate a Calco (LC)
  • L’Abbazia di Rodengo Saiano (BS)
  • la Chiesa di Santa Giulia a Cazzago San Martino (BS)
  • il Priorato di San Pietro in Vallate a Cosio Valtellino (SO)
  • il Monastero di San Nicola di Figina a Galbiate (LC)
  • l’Abbazia di San Giacomo a Pontida (BG)
  • il Monastero di san Pietro in Lamosa a Provaglio d’Iseo (BS)
  • l’Abbazia di Polirone a San Benedetto Po (MN)
  • la Basilica di Santa Marria di Calvenzano a Vizzolo Predabissi (MI)
Per saperne di più:
 
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