« A' mano sinistra sopra Cemo, piegando alquanto tra mattina e settentrione, luogo di rettoria parochiale, sotto il titolo di s.Vito e Modesto, si ritrova, detto Pescarzo di sopra, à differenza dell'altro di Breno »
Gregorio Brunelli, «Curiosi Trattenimenti contenenti ragguagli Sacri e profani dei Popoli Camuni», 1698
Pescarzo (Pehcàrh in dialetto camuno) è una frazione del comune di Capo di Ponte.
Il paese sorge sulla sponda nord della valletta del Clegna, in posizione dominante sulla media Valle Camonica, a ridosso di un piccolo altipiano.
Il borgo attuale è di struttura medievale, ma è stata rinvenuta una abitazione alpina dell'età del ferro che conferma l'antropizzazione della zona già a quel tempo. I reperti sono conservati al Museo di Cividate Camuno.
Nel 1987 si è proceduti in un progetto pilota di restauro conservativo, al fine di valorizzare il centro storico del paese.
Le chiese di Pescarzo sono:
Parrocchiale di San Vito, Crescenzio e Modesto, costruzione seicentesca, fatta erigire su consiglio di San Carlo Borromeo.
Oratorio di San Rocco, ormai diroccato.
Il paese era famoso per l'estrazione di ardesia (piòda in dialetto camuno), un tempo usata per i tetti delle case. Alla fine del seicento Gregorio Brunelli cita la copiosità di questa pietra predona.
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