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LA COLLEZIONE DI CALCHI SULL’ARTE RUPESTRE DELLA VALCAMONICA
DI BATTISTA MAFFESSOLI

Alberto Marretta
 
A partire dalla seconda metá del secolo scorso, Battista Maffessoli (1930-2006), singolare figura di “falegname-artista” di Capo di Ponte, è stato un testimone privilegiato della ricerca sulle incisioni rupestri della Valcamonica, rappresentando una sorta di trait d’union tra il mondo accademico della ricerca, la realtá locale e i luoghi che hanno suscitato maggior interesse per la ricchezza del patrimonio archeologico. Il Maffessoli, almeno a partire dagli inizi degli anni ’50, si conquistò infatti la fama di grande appassionato e divenne in poco tempo punto di riferimento per la raccolta di materiale documentario sulle incisioni (frottage, calchi, ecc.) e per la guida alle diverse aree sparse sui crinali boscosi e non segnalate su guide o cartine.
 

(a sinistra) Battista Maffessoli al lavoro con Emanuele Suss su una roccia di Bedolina negli anni ’50.
(a destra) Calco di un cervo dalla loc. Zurla.

 
Il metodo di riproduzione preferito da Battista Maffessoli prevedeva la creazione di un calco* negativo direttamente in gesso, dopo avere preventivamente pulito in profonditá la superficie incisa e avervi steso uno strato di sostanza distaccante (cera, olio o sapone). L’operazione, delicata per via della fragilitá del gesso, si svolgeva in condizioni disagevoli e prevedeva generalmente lunghi percorsi a piedi con il materiale prima (la scagliola di gesso e l’acqua) e il risultato poi (talvolta pezzi di addirittura qualche decina di chili di peso). Per tale motivo alcune delle riproduzioni di maggiori dimensioni risultano eccezionali e oggi difficilmente ripetibili.
 

La mostra permanente dei calchi di Battista Maffessoli presso la cascina Vecchia del Parco Archeologico Comunale di Seradina-Bedolina.
 
Nel corso di cinquant’anni di attivitá Battista Maffessoli ci ha lasciato 276 calchi (quasi tutte copie negative) in gesso, alcuni di grandi dimensioni e raffiguranti soggetti notevoli spesso provenienti da luoghi faticosamente raggiungibili o rimasti purtroppo del tutto sconosciuti. Dopo la scomparsa dell’autore, avvenuta nel 2006, il lascito Maffessoli - che oltre ai calchi comprende una ricca raccolta di fotografie, lettere, pubblicazioni, ritagli di giornale -, è stata acquisita dal Comune di Capo di Ponte. La collezione dei calchi è stata interamente catalogata da Alberto Marretta su incarico dell’Amministrazione Comunale nel 2009 e una selezione di essi (circa 60 pezzi) è stata oggetto di una mostra tenutasi a Capo di Ponte nello stesso anno dal titolo “Le mie incisioni”. Tale mostra si trova ora in esposizione permanente presso la Cascina Vecchia all’interno del Parco Archeologico Comunale di Seradina-Bedolina, mentre il catalogo completo è accessibile online su queste pagine.
 
* Si ricorda che produrre calchi delle incisioni rupestri è oggi severamente vietato dalla legge, che ne concede deroga solo su concessione diretta e per specifici fini di ricerca scientifica.
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